Ansia notturna: che cos’è e come si manifesta?
Ti è mai capitato di svegliarti a notte fonda, con il cuore che batte forte, il fiato corto e la testa piena di pensieri? Questa sensazione di paura e terrore che assale durante la notte si chiama ansia notturna. L’ansia notturna è un fenomeno reale, affrontato da milioni di persone ogni notte.
In Italia, circa il 28% delle persone soffre di un disturbo di ansia. L’ansia durante il sonno, o ansia notturna diminuisse il benessere psico-fisico di chi ne soffre e intacca ogni aspetto della vita.
L’ansia è un meccanismo fisiologico innato e funzionale associato alla sopravvivenza. Induce il nostro corpo ad attivarci quando ci sentiamo in pericolo. Questo meccanismo fisiologico di “attacco e fuga” , è stato fondamentale. Immagina uno dei nostri antenati mentre caccia. All’improvviso sente un rumore non famigliare avvicinarsi, potrebbe essere un predatore. In quel preciso istante, il suo corpo mette in atto una serie di risposte fisiologiche automatiche, come aumento della frequenza cardiaca e del respiro, sudorazione e tensione muscolare, che gli permettono di rispondere a quel pericolo e scappare. Se non ci fosse stato il corpo ad avvisarlo del pericolo, sarebbe verosimilmente stato mangiato dal predatore e noi aggi non saremmo qui.
Oggi non dobbiamo scappare dai predatori ma il nostro sistema nervoso è ancora programmato per rispondere a un pericolo imminente, anche se il pericolo ha cambiato completamente forma. Infatti, oggi la risposta di “attacco e fuga” si attiva anche per minacce percepite nel contesto sociale, famigliare e lavorativo, come un’interrogazione, una scadenza, un cambiamento importante, l’incertezza lavorativa, il giudizio altrui e così via
L’ansia quindi di per sé, va bene. Diventa un problema quando è troppo intensa, troppo persistente e spropositata rispetto allo stimolo che l’ha elicitata.
L’ansia patologica è una condizione complessa, subdola e costante.
Per alcuni, l’ansia si presenta di giorno, rendendo difficile compiere le normali attività quotidiane, limitando le esperienze e rendendo difficile concentrarsi e memorizzare.
Per altri, lo stato ansioso si intensifica di notte, quando il buio e il silenzio diventano alleati dei pensieri ansiosi.
La notte diventa terreno fertile e mangime per i pensieri intrusivi e catastrofici, per i rimpianti, per le paure e per le preoccupazioni in un circolo vizioso che si autoalimenta e che rende difficoltoso, a volte impossibile, prendere sonno.
Quali sono i sintomi dell’ansia notturna?
I sintomi sono molti e variano da persona a persona, vediamone alcuni:
- Difficoltà ad addormentarsi: questo è uno dei sintomi più frequenti. La mente invece di rilassarsi rimane attiva e impegnata a pensare e ripensare a quello che è successo e a quello che succederà. Questi pensieri sono negativi, rigidi. La mente gli esplora e immagina possibili conseguenze, anch’esse negative e immutabili, generando un ciclo di pensieri che peggiora l’ansia. Questo stato di attivazione continua, rende molto difficoltoso raggiungere lo stato di rilassamento necessario per l’addormentamento.
- Palpitazioni: sintomi fisici come palpitazioni e battito cardiaco accelerato compaiono all’improvviso generando paura e spavento. Il cuore inizia a battere forte, il petto diventa pesante a volte sembra di faticare a respirare. Queste sensazioni potrebbero far pensare a un problema grave, come l’inizio di un infarto e aumentare ulteriormente l’ansia. In realtà, queste palpitazioni sono la risposta dell’organismo allo stato di ansia e non rappresentano un vero pericolo.
- Agitazione: l’agitazione è un sintomo molto comune nell’ansia notturna. Si manifesta in diversi modi: necessità di muoversi, girarsi e rigirarsi nel letto, alzarsi, fare qualche passo, bere acqua, andare più volte in bagno e così via. Questo stato di agitazione costante, che può essere anche mentale, rende il sonno incostante, leggero e poco rigenerante.
- Risvegli notturni: anche nel caso in cui la persona riesca a prendere sonno, l’ansia può presentarsi sotto forma di frequenti risvegli. Questi risvegli sono, di solito, improvvisi e accompagnati da un senso di panico, spavento o allarme, come se ci fosse un pericolo imminente da affrontare. Un sonno così frammentato impedisce alla persona di raggiungere le fasi più profonde di addormentamento, essenziali per riposarsi bene. Il risultato è che al risveglio, ci si sente stanchi, privi di energia e motivazioni e con la sensazione di aver lottato e perso contro un nemico potente e indefinito.
Altri sintomi includono sudorazione, paura di morire, fiato corto, sensazione di soffocamento, dolori gastrointestinali, nausea, vertigini, sensazione di formicolio e depersonalizzazione.
L’ansia notturna può essere talmente forte da produrre un vero e proprio attacco di panico. L’attacco di panico consiste in un’ondata di paura molto intensa che raggiunge il picco nei primi 10 minuti e poi tende a scendere di intensità. Gli attacchi di panico sono più frequenti di giorno, ma possono manifestarsi anche di notte.
Quali sono le conseguenze dell’ansia notturna?
La conseguenza più comune è l’insonnia. L’insonnia è un disturbo del sonno che consiste in una diminuzione della qualità e quantità del sonno. Questo disturbo si manifesta attraverso difficoltà nell’addormentamento, frequenti risvegli notturni, e risvegli mattutini precoci. Di giorno, chi soffre di insonnia manifesta una serie di problematiche quali stanchezza, deflessione del tono dell’umore, maggiore difficoltà di concentrazione e di memorizzazione.
Inoltre, soffrire cronicamente di insonnia, aumenta di rischio di sviluppare condizioni quali:
- depressione
- ipertensione
- obesità
- diabete
Come gestire l’ansia notturna?
Esistono diverse strategie che possono aiutarti a controllare la tua ansia notturna. Tra queste:
- Avere buone abitudini del sonno: avere una regolare routine di sonno e veglia, non andare a letto appena finito di cenare ma aspettare almeno 2 ore, non bere troppo prima di andare a letto, dormire in una stanza buia, silenziosa e che abbia una buona temperatura, non fare sport ma dedicarsi ad attività rilassanti prima di coricarsi, non bere caffè o altri stimolanti e così via.
- Fare esercizi di yoga e respirazione: è noto che alcune posizioni dello yoga e la respirazione diaframmatica inducono uno stato di rilassamento che aiuta a prendere sonno.
- Utilizzare tecniche cognitive e comportamentali: tecniche utili per gestire il flusso di pensieri negativi e sostituirli con pensieri più realistici.
Sospetti di soffrire di ansia notturna o di un’altra forma di ansia? E’ importante riconoscere i sintomi e approfondire la questione con un professionista della salute mentale.
Cercare aiuto è un passo importante verso il miglioramento del benessere psico-fisico e per ritornare a vivere serenamente. Non esitare, cerca il supporto di cui hai bisogno.
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Bibliografia:
- https://www.nimh.nih.gov/health/topics/anxiety-disorders#part_2222
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31968068/
Dott.ssa Valentina Marchi
A Rimini, Cattolica e online
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